Kyoji  NAGATANI

 

 

 
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Il mondo magico  
di Kyoji

 

                                           

 

 

 

                                        foto Marco Bertoli                 


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               "SEME del TEMPO"

                                 di Kyoji Nagatani 

" c'è un soffio leggero del tempo dietro le opere di Nagatani; 

sussiste una presenza del passato che interroga l'osservatore." 

Mario Botta    2015 

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               "SEED  of  TIME"

                                 di Kyoji Nagatani 

" there is a soft breath of time behind Nagatani's work; 

a presence of the past that constantly interrogates the observer." 

Mario Botta    2015 

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                                                   SEME DEL TEMPO

Mario Botta     giugno 2015

Per interpretare correttamente l’opera scultorea di Nagatani è indispensabile richiamare la sensibilità e la partecipazione attiva dell’osservatore.

Nella maggior parte dei casi, infatti, le sue opere si presentano come frammenti di una realtà più ampia e misteriosa. Come appare talvolta anche nei titoli delle sue opere, le sculture si presentano come “semi”, elementi primordiali con potenzialità ancora inespresse, con realtà nascoste tutte da scoprire. È possibile trovare forti analogie fra queste opere e la nozione di fertilità: c’è un soffio leggero del tempo dietro le opere di Nagatani; sussiste una presenza del passato che interroga con insistenza l’osservatore. Questa è una affascinante chiave di lettura del lavoro dell’artista.

Il “tempo” è evidentemente una realtà esterna alla scultura, ma diviene una nozione di riferimento nel momento in cui avviene l’incontro con l’osservatore.

Mi sembra di capire che le opere modellate da Nagatani (anche quando sono ingrandite per divenire monumentali) conservano principalmente la capacità di apparire come parti limitate, talvolta microscopiche, rispetto a una realtà di tempo e di spazio evocata dall’artista.

Di fronte a questi lavori l’immaginario dell’osservatore è sospinto verso una dimensione cosmica; le sculture si configurano come atomi rispetto alla materia, o cellule a confronto dei tessuti, o stelle come parti delle galassie. Le sculture si proiettano come messaggi nell’indecifrabile mistero proprio della forza creativa.

Il registro linguistico dello scultore insiste sulla dualità di trattamento fra le parti levigate delle superfici esterne che avvolgono il volume primario – chiare e sensuali – e l’accentuata rugosità di una materia grezza e cruda, ancora viva, interna al corpo modellato, con lacerazioni e ferite create dal processo generativo. I rimandi alla realtà dei messaggi evocati dall’artista, i silenzi e le profondità di spazio e di tempo, sono custoditi nel grembo tormentato della scultura.

Le forme espressive di Nagatani vivono un rapporto di tensione continua fra fragili equilibri, la condizione emotiva dell’osservatore diviene parte dell’opera stessa. Le sculture si affermano come segni che evocano nel silenzio i segreti più profondi della vita.

 

Mario Botta

Giugno 2015

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                        SEEDS OF TIME   

 Mario Botta   June 2015

In order to understand Nagatani’s sculptures correctly, it is fundamental to recall the sensibility and participation of the observer.

The most of the time, his pieces of art are presented as fragments of a mysterious and extended reality. Even on the titles of his pieces, the sculptures are like seeds, rudimentary element with a still unexpressed potentiality, and a hidden reality still to be found. It is possible to find strong analogies among these sculptures and also a notion of fertility. There is a soft blow of the time behind Nagani’s work, and also a presence of the past that keeps asking questions to the appreciator. This is a fascinating point of interpretation of his work.

The time is obviously an external reality to sculpture, but it turns into a notion of reference when it meets the appreciator.

Referring to the time and space that the artist expresses, it seems to me that Nagatani’s pieces of art (even when it reaches monumental measurements) keep the capacity of showing itself as limited parts, sometimes even microscopic.

So, in front of these sculptures, the imaginary of the observer is taken towards a cosmic dimension, the sculptures are like atoms to matter, or cells to tissue, or stars to the galaxies. The sculptures are shown as messages of the incomprensibile mystery of the creative intensity.

The linguistic register of the sculptor insists on the treatment of duality between the polished external surface that wraps up the primary volume, sensual and clear and the roughness of the raw material, still alive inside the sculpted piece, with wounds that came out from the whole process. The artist’s message, that often recalls reality, silence, the depth of time and space, are protected in the tormented womb of the sculpture.

Nagatani’s expressive forms show a strained conjunction among its fragile balance, so the emotional conditions of the appreciator become part of the sculpture. His pieces of art asserts like signs into the silence that reveals the deepest secrets of life.

 

 

Mario Botta

June 2015